L'escalation del conflitto in Medio Oriente con l'attacco israeliano al più grande impianto di gas al mondo di South Pars in Iran e la risposta di Teheran al piu grande sito mondiale per l'export di GNL che si trova in Iraq, spinge in deciso ribasso i mercati azionari europei. In questo contesto tornano a salire i prezzi del petrolio, con il Brent oltre i 110 dollari e il WTI che torna ad avvicinarsi ai 100 dollari.
Con i futures statunitensi in calo dello 0,3%, dopo che la Fed nella serata di ieri lasciando i tassi fermi ha lanciato l'allarme su un'inflazione in aumento, le vendite stanno contrassegnando anche i listini asiatici. Nello specifico il Nikkey è in calo di oltre il 3,3%, mentre quelli cinesi scendono sui minimi degli ultimi 3 mesi.
Con gli operatori che guarderanno anche alla riunione odierna della BCE, il FTSE Mib apre la 4^ seduta della settimana in calo di quasi l'1,5% avvicinandosi agli importanti supporti posti sui 44 mila punti.
Dal punto di vista operativo fondamentale per l'indice italiano sarà la tenuta di questi livelli, per evitare un ulteriore indebolimento del quadro grafico di breve periodo. In questo caso i prossimi target sarebbero situati sui 43.800-43.750 punti e successivamente l'area dei 43.550-43.500 punti. Al contrario segnali positivi si avranno con il ritorno delle quotazioni sopra i 45 mila punti.
Tra le azioni da seguire in queste ore a Piazza Affari troviamo Tim, dopo che il Gruppo ha firmato un accordo con Fastweb e Vodafone. Andiamo a vedere di cosa si tratta.
Tim: l'accordo con Vodafone e Fastweb
Tim ha comunicato di aver raggiunto un accordo con Vodafone e Fastweb per la costruzione e la gestione di nuove torri per la telefonia mobile in Italia. Con la possibile realizzazione di 6 mila nuovi siti, l'obiettivo è quello di accelerare la diffusione sul territorio del 5G.
Nello specifico progetto consentirà ai 3 Gruppi non solo di migliorare l'efficienza operativa ma anche quello di equiparare i prezzi alla media europea. Allo stesso tempo verranno mantenuti standard di qualità per le infrastrutture e la flessibilità tecnologica essenziale per l'espansione di Reti di nuova generazione.
Nel dettaglio la joint venture sarà partecipata pariteticamente dai tre Gruppi, ma in futuro l'obiettivo sarebbe quello di valutare l'ingresso di nuovi investitori per rafforzare la struttura finanziaria.
L'infrastruttura sarà inoltre disponibile anche ad altri operatori presenti nel settore delle telecomunicazioni. Le attività di costruzione saranno avviate secondo un piano di sviluppo articolato su più anni. Tim e Fastweb + Vodafone sottoscrivendo accordi di lungo periodo per l'utilizzo delle torri a condizioni di mercato e allo stesso tempo valuteranno la possibilità di fornire ulteriori servizi.
Azioni Tim: analisi tecnica e strategie operative
Scopriamo ora quali sono i suggerimenti che arrivano dall'analisi tecnica sulle azioni Tim. E' stata una nuova giornata positiva quella di ieri per il titolo Tim, la terza consecutiva, che con un guadagno dello 0,58% ha chiuso le contrattazioni a 0,6246 euro.
Con un'impostazione primaria che rimane al rialzo, una conferma delle quotazioni sopra i primi supporti situati a 0,59 euro dovrebbe favorire ulteriori apprezzamenti. In questo caso il prossimo obiettivo sarebbe situato nei pressi degli 0,65 euro e a seguire i top degli ultimi 4 anni a 0,665 euro.
L'eventuale superamento di queste aree, dove troviamo l'indicatore giornaliero del Supertrend, andrebbe a rafforzare la struttura grafica del titolo. In questo caso si dovrebbe assistere a una nuova accelerazione rialzista prima verso gli 0,7 euro e a seguire gli 0,75 euro, che rappresentano i massimi degli ultimi 8 anni.
Al contrario la perdita degli 0,59 euro, dove transita la media mobile a 50 giorni, aprirebbe la strada a una fase correttiva più marcata, che potrebbe essere sfruttata per operazioni ribassiste di breve termine.
Il primo target di tale movimento sarebbe situato in area 0,58-0,57 euro e a seguire gli 0,55 euro. La perdita di tali livelli, dove troviamo la trendline ascendente che parte dai minimi di aprile 2025 e congiunge quelli toccati nello scorso mese di novembre, andrebbe a indebolire il quadro grafico di breve periodo.
Sotto queste supporti le azioni dovrebbero andare a testare prima gli 0,525-0,52 euro e a seguire gli 0,49 euro. L'eventuale violazione di queste aree dove troviamo la media mobile di lungo periodo, andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio periodo, con prossimi i minimi degli ultimi 4 mesi nei pressi degli 0,47 euro.
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