Con i missili che continuano a volare nello Stretto di Hormuz dopo che l'Iran ha rispedito al mittente la proposta di pace americana, le Borse europee hanno chiuso la quarta seduta della settimana in generale ribasso.
Lo stallo sui negoziati ha impattato positivamente sui prezzi del petrolio, con il Brent che si è riportato oltre i 100 dollari al barile sui timori di eventuali interruzioni delle forniture. Al contrario le vendite hanno interessato l'oro, con le quotazioni che sono scese sotto i 4.450 dollari l'oncia.
Con un Dax e un Cac 40 in discesa rispettivamente dell'1,65% e dell'1,05%, il FTSE Mib ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,71% a 43.701,84 punti. Dal punto di vista operativo fondamentale sarà la tenuta dei 43.500 punti, per evitare una continuazione della fase correttiva sull'indice italiano in direzione dei 43.250-43.250 punti e successivamente verso la soglia dei 43 mila punti.
Al contrario la ripresa dei 44 mila punti, tornerebbe a rafforzare il quadro grafico di breve periodo, con possibili allunghi verso i 44.517 punti, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 19 marzo.
Tra le bluechip italiane che nella seduta odierna hanno registrato una delle peggiori performance troviamo Terna. Oltre al quadro generale debole, a pesare sul sentiment del mercato sul titolo la pubblicazione da parte del gestore della rete elettrica dei conti 2025. Andiamo a leggerli nello specifico.
Terna: nel 2025 ricavi in aumento del 9,6%
In un anno caratterizzato da uno scenario internazionale segnalato da forti incertezze, Terna ha concluso il 2025 con tutti gli indicatori economico-finanziari in generale crescita.
Nello specifico l'azienda guidata da Giuseppina di Foggia ha concluso il 2025 con un utile netto in crescita del 4,7% a 1,11 miliardi di euro, mentre i ricavi, sostenuti dallo sviluppo delle attività regolate e dal contributo dei business non regolati, sono cresciuti del 9,6% a 4,03 miliardi di euro.
In crescita del 7,2% è stato l’Ebitda che si è attestato a a 2,75 miliardi di euro, confermando la solidità operativa del gruppo.
In forte espansione gli investimenti che, crescendo di oltre il 30%, toccano un record di 3,5 miliardi di euro. Questi sono stati destinati principalmente al potenziamento e alla sicurezza della rete elettrica nazionale. In scia al piano di sviluppo infrastrutturale il debito è salito da 11,16 miliardi di euro a 13 miliardi di euro.
Sotto il profilo operativo, lo scorso anno Terna ha messo in esercizio nuove infrastrutture per circa 800 milioni di euro e autorizzato 38 nuovi progetti di sviluppo. Nel corso del 2025 è proseguito anche il piano di installazione di apparecchiature, fra cui compensatori sincroni, resistori stabilizzanti e reattori, a beneficio della sicurezza della rete.
Per quanto riguarda il dividendo è pari a 39,62 centesimi per azione, in linea con la dividend policy del Gruppo.
In occasione della presentazione dei dati il manegement ha fornito le guidance sul 2026. Alla fine dell'anno in corso Terna prevede ricavi a 4,41 miliardi di euro, un Ebitda a 2,93 miliardi di euro. L'utile dovrebbe attestarsi a 1,1 miliardi di euro, mentre gli investimenti dovrebbero raggiungere i 4,2 miliardi di euro.
Terna: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si sono comportate le azioni Terna sulla Borsa italiana. Con volumi in calo rispetto alla media giornaliera mensile è stata una seduta all'insegna delle vendite per il titolo Terna che, con un calo dell'1,52%, ha concluso le contrattazioni a 9,476 euro.
Con un'impostazione di fondo che rimane confermata al rialzo, nel breve periodo fondamentale sarà la tenuta dei minimi di lunedì scorso situati sui 9,30 euro. La perdita di tali livelli dovrebbe far proseguire la fase discendente che sta caratterizzando le ultime settimane, in direzione dei 9,25 euro e a seguire i 9 euro, dove transita sia la media mobile di lungo periodo che la trendline rialzista che parte dai minimi toccati nel marzo del 2023.
L'eventuale violazione di tali supporti andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio periodo, con prossimi target gli 8,75 euro e a seguire gli 8,5 euro.
Al contrario la tenuta dei 9,30 euro dovrebbe porre le basi per un recupero delle quotazioni. In questo caso il primo obiettivo rialzista sarebbe posto sui 9,6 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e a seguire i 9,75 euro.
Il superamento di tali aree dovrebbe far proseguire gli acquisti verso la soglia dei 10 euro, dove verrebbe messo sotto pressione l'indicatore daily del Supertrend. Se anche queste aree resistenziali dovessero essere messe alle spalle, aumenterebbero le possibilità per andare a mettere sotto pressione di top assoluti a 10,25 euro.
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