Le azioni tech si stanno risvegliando a Wall Street? L'ultima settimana di contrattazioni ha fatto emergere segnali in questa direzione, dopo che le Big Tech hanno pubblicato i risultati trimestrali. Gli investitori restano preoccupati per la forte esposizione degli hyperscaler agli investimenti nell'intelligenza artificiale. In particolare, Alphabet e Meta Platforms hanno pagato dazio in Borsa. Ciononostante, tutte le aziende coinvolte hanno presentato numeri strabilianti, a conferma della loro grande solidità economica e finanziaria.
In alcuni casi preoccupa il calo del free cash flow, ma in altre situazioni, come Microsoft e Amazon, la crescita del cloud nella componente legata all'AI mostra come le spese in conto capitale sulla nuova tecnologia stiano cominciando a dare i frutti sperati. Il mercato è pronto a punire le azioni tech in caso di mancata assonanza tra gli investimenti effettuati e i ritorni economici, ma è altrettanto incline a premiare le aziende che dimostrano nei numeri la validità degli sforzi compiuti.
Azioni tech: in arrivo un nuovo rally?
Luglio è stato un mese nero per le Big Tech, almeno nelle prime tre settimane. Rispetto al massimo storico di 71,16 dollari toccato il 14 maggio, l'ETF Magnificent Seven ha perso oltre il 12%, fino al minimo di 62,43 dollari registrato il 29 luglio, per poi ripartire e chiudere il mese a 65,96 dollari.
Secondo gli strategist di Deutsche Bank, la riscossa è appena iniziata e ha ancora molto spazio davanti a sé. Il team guidato da Parag Thatte osserva come il posizionamento azionario sia rimasto al di sotto della neutralità la scorsa settimana. In particolare, gli investitori discrezionali si sono mantenuti notevolmente sottopesati, a differenza di quelli che adottano strategie sistematiche. In questo contesto, "gli hyperscaler offrono il miglior rapporto rischio-rendimento", hanno scritto gli strategist della banca d'investimento tedesca.
Di parere simile è Mark Hackett, Chief market strategist di Nationwide, secondo il quale il calo in Borsa delle Magnifiche Sette nel mese di luglio, mentre il mercato nel suo complesso è rimasto sostanzialmente piatto, deve essere considerato un "segnale estremamente positivo".
Uno dei comparti che ha contribuito maggiormente al crollo delle azioni tecnologiche a Wall Street il mese scorso è stato quello dei semiconduttori. I titoli dei chip erano tra quelli cresciuti di più, grazie alla domanda esplosiva degli hyperscaler per i processori di fascia alta necessari al funzionamento delle infrastrutture di intelligenza artificiale.
Secondo Michael Wilson, strategist di Morgan Stanley, la rotazione in corso verso le azioni tech suggerisce che gli utili delle aziende sostituiranno i semiconduttori come principale motore del "momentum trade".