La nuova escalation militare in Medio Oriente, con gli attacchi in Arabia Saudita a un giacimento petrolifero di Saudi Aramco e all’aeroporto di Dammam, impatta negativamente sulle Borse europee, che aprono le contrattazioni in generale ribasso.
In questo contesto sono tornati a salire i prezzi del petrolio, con il Brent che si porta oltre i 111,5 dollari e il WTI sopra i 99 dollari. Il rinnovato clima di risk-off ha contagiato inevitabilmente anche i listini asiatici che, dopo il rimbalzo di ieri, chiudono la seduta in generale ribasso. Il Nikkei ha perso il 2,46%, mentre il Kospi è sceso di oltre il 4% tornando sui minimi dello scorso mese di aprile.
Con i futures americani che anticipano un inizio di giornata in calo dello 0,84%, il FTSE MIB apre la quarta seduta della settimana in discesa di quasi l’1%, nei pressi dei 49.100 punti.
Con la violazione dei 49.250 punti, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, l’indice italiano andrebbe a riattivare il trend discendente in atto dallo scorso mese di agosto. In questo caso, le vendite potrebbero, in prima battuta, spingersi fin verso i 48.474 punti, minimi degli ultimi cinque mesi toccati nella seduta di martedì scorso.
Tra le azioni che a Piazza Affari potrebbero registrare un aumento della volatilità troviamo Moncler, dopo la pubblicazione dei dati relativi ai primi nove mesi dell’anno da parte del Gruppo. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
Moncler: ricavi in aumento del 6%
In uno scenario che si è confermato estremamente complesso anche nel terzo trimestre, Moncler ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con ricavi in aumento del 6% a 1.895,4 milioni di euro. Nel periodo giugno-settembre, le vendite si sono attestate a 605,5 milioni di euro, sugli stessi livelli dell’anno precedente.
Il brand Moncler ha visto i ricavi salire del 6% nei primi nove mesi, attestandosi a 1,59 miliardi di euro. Nel terzo trimestre si è invece registrato un calo dell’1%, a 499,6 milioni di euro, dovuto a un rallentamento del canale distributivo Direct-to-Consumer.
Nei primi nove mesi, il canale DTC ha visto i ricavi salire del 6%, mentre nel terzo trimestre è risultato in calo del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025, in scia alla riduzione dei flussi turistici in Europa. Al contrario, il canale wholesale è cresciuto del 3% nel corso dei primi nove mesi, mentre nell’ultimo trimestre le vendite sono aumentate del 2%.
Per il marchio Stone Island le vendite si sono attestate nei primi 9 mesi a 306,2 milioni di euro, in aumento dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel terzo trimestre, il marchio ha segnato una crescita del 5%, a 105,9 milioni di euro. Da segnalare la forte accelerazione sia in Asia sia nelle Americhe, dove la performance è stata rispettivamente del 23% e del 26%.
Il canale DTC è cresciuto dell’11% nei primi nove mesi, mentre nell’ultimo trimestre ha registrato un incremento del 2%. Per quanto riguarda il canale wholesale, i ricavi sono aumentati del 6% nei primi nove mesi e del 7% nel terzo trimestre.
A livello geografico, l’Asia si è confermata l’area trainante per il Gruppo di Remo Ruffini, con ricavi in crescita del 15% nei primi nove mesi, a 822,7 milioni di euro. L’area Europa, Medio Oriente e Africa ha invece terminato in calo del 5%, a 546,7 milioni di euro. Da segnalare che, nel corso dell’ultimo trimestre, la flessione in quest’area è stata dell’8%, a causa della debolezza dei consumi locali e dei contenuti flussi turistici. Infine, le vendite nelle Americhe sono salite del 5%, a 219,8 milioni di euro.
Azioni Moncler: analisi tecnica e strategie operative
Analizziamo il quadro grafico delle azioni Moncler nel breve e medio termine. Con volumi in contrazione rispetto alla media giornaliera degli ultimi 30 giorni, quella di ieri è stata una seduta all’insegna degli acquisti per il titolo Moncler che, con un guadagno dell’1,32%, ha chiuso a 42,94 euro.
Dal punto di vista operativo, il movimento di ieri non cambia il trend del titolo, che rimane impostato al ribasso su tutti i time frame. Scopriamo quali sono le aree da monitorare, sia al rialzo sia al ribasso.
Scenario rialzista
Con un quadro grafico che rimane precario, caratterizzato da una successione regolare di massimi e minimi decrescenti, per avere un segnale di forza le quotazioni dovrebbero spingersi oltre le prime aree resistenziali, situate a 45,30 euro.
Con il superamento di questi livelli, corrispondenti ai massimi dell’ultimo mese, il titolo andrebbe a realizzare un doppio minimo con base a 42,40 euro, classica figura di inversione rialzista.
In questo caso, sarebbero possibili allunghi prima in direzione dei 46 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, e successivamente verso i 48,20 euro, livello che rappresenta l’ampiezza della figura del doppio minimo.
Nel caso in cui anche queste aree dovessero essere superate, si assisterebbe a una continuazione degli acquisti. Il successivo obiettivo sarebbe rappresentato dai 48,50 euro, massimi degli ultimi due mesi, e successivamente dalla soglia dei 50 euro.
Al di sopra di quest’area, l’ascesa proseguirebbe in direzione dei 50,40 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo.
Con il superamento di tali livelli, si assisterebbe a un rafforzamento del quadro grafico di medio periodo. Passando dal grafico giornaliero a quello settimanale, la salita potrebbe spingersi fin verso i massimi toccati nello scorso mese di agosto, a 52,08 euro.
Scenario ribassista
Con un trend primario decisamente discendente, tutti i rimbalzi che non dovessero superare i 45,30 euro potrebbero rappresentare nuove occasioni per aprire posizioni ribassiste.
Al tempo stesso, la violazione dei 42,10 euro, minimi intraday di lunedì scorso, andrebbe a indebolire ulteriormente la struttura grafica. In questo caso, le vendite proseguirebbero verso i minimi degli ultimi quattro anni, situati sulla soglia dei 40 euro.
In caso di mancata tenuta di questi supporti, si assisterebbe a una continuazione del trend discendente. Allargando l’orizzonte temporale, le discese potrebbero proseguire dapprima verso i 38,50 euro e successivamente verso i 35 euro. Questi livelli, toccati il 22 giugno 2022, rappresentano il minimo degli ultimi sei anni.
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