Fino a qualche anno fa era la società europea più capitalizzata, oggi LVMH è l'ombra di se stessa. Dal massimo storico raggiunto nel 2023, le azioni del colosso francese del lusso hanno dimezzato il loro valore, con gli investitori che si sono progressivamente allontanati da quello che un tempo era considerato un bene rifugio, soprattutto nei momenti di difficoltà dei mercati.
Il settore del lusso europeo è stato a lungo percepito come un porto sicuro dagli operatori di mercato, un po' come il settore tecnologico negli Stati Uniti. E LVMH ha rappresentato il simbolo di questo paradigma. Oggi, però, il mercato è diventato più scettico e tende a mettere in secondo piano i timidi segnali di ripresa in un contesto di rallentamento generale del business.
Subito dopo la pandemia, i beni di lusso sono stati trainati da una domanda travolgente dei consumatori benestanti, spinti da una sorta di "spending revenge". In seguito, sono intervenuti diversi fattori che hanno messo in difficoltà il settore, primo fra tutti il rallentamento dell'economia cinese, che ha provocato una contrazione della domanda di beni di lusso europei. Da questa impasse LVMH fatica ancora a uscire, mentre gli investitori attendono un vero punto di svolta.
LVMH: una trimestrale incoraggiante
L'attuale stagione delle trimestrali era molto attesa per capire se dai dati della compagnia parigina sarebbero emersi segnali incoraggianti. In effetti, qualcosa si muove. L'azienda ha registrato un aumento delle vendite del 3% nel secondo trimestre, grazie soprattutto alla divisione moda e pelletteria, tornata in territorio positivo per la prima volta dopo due anni.
A contribuire alla svolta è stata soprattutto la domanda dei consumatori statunitensi, che hanno beneficiato di una maggiore ricchezza generata dal boom dell'intelligenza artificiale. Cina ed Europa, invece, non hanno fornito segnali particolarmente positivi, ma nemmeno negativi: la spesa si è sostanzialmente stabilizzata dopo il precedente calo. Questo elemento può essere letto anche in chiave moderatamente ottimistica, considerando che la guerra in Medio Oriente ha frenato la spesa dei turisti.
Tra i marchi del gruppo, Louis Vuitton ha registrato una crescita trimestrale in linea con quella complessiva di LVMH, mentre Dior ha mostrato un'accelerazione. Molto bene anche il segmento orologi e gioielli, con Tiffany e Bulgari in evidenza.
Le azioni LVMH vanno comprate?
Solo quest'anno le azioni LVMH hanno perso oltre un quarto del loro valore. La contrazione dei ricavi degli ultimi anni, tuttavia, non cancella il fatto che i fondamentali dell'azienda restino solidi. Il gruppo continua infatti a beneficiare di un forte vantaggio competitivo grazie a marchi riconosciuti a livello globale e a un elevato potere di determinazione dei prezzi.
Il fair value elaborato da Forecaster.biz, pari a 620,53 euro, indica una sottovalutazione del 30,98%. Dello stesso avviso è Jelena Sokolova, analista senior del settore azionario di Morningstar, secondo la quale gli ultimi risultati trimestrali indicano una "svolta promettente" per il colosso del lusso, pur continuando l'azienda a mostrare performance inferiori rispetto ai principali concorrenti.
LVMH rimane la prima scelta di Sokolova all'interno del settore, grazie ad una "valutazione interessante, forza del marchio, dimensione e flessibilità finanziaria", ha affermato l'esperta. A suo giudizio, nel lungo periodo la società è ben posizionata per tornare a sovraperformare il mercato. Per questo motivo, "questo potrebbe essere un buon momento per acquistare le azioni a un prezzo vantaggioso", ha concluso.