In attesa dei conti che arriveranno domani da Alphabet e Tesla, le Borse europee hanno chiuso le contrattazioni in generale territorio positivo. A sostenere gli acquisti odierni la possibilità che Iran e Usa possano sospendere per 10 giorni gli attacchi militari, aprendo nuovamente le porte a nuovi colloqui tra Iran e Usa.
In questo contesto Francoforte e Parigi hanno terminato la seconda seduta della settimana in rialzo rispettivamente dello 0,61% e 0,28%. Con l'S&P 500 e il Nasdaq che a metà seduta guadagnano lo 0,79% e 1,32% , il FTSE Mib ha chiuso la giornata in salita dello 0,81% a 52.285,09 punti.
Dal punto di vista operativo la tenuta dei 52 mila punti dovrebbe favorire ulteriori allunghi per l'indice italiano. In questo caso i prossimi obiettivi sarebbero situati sui 52.500-52.550 punti e successivamente i 52.750-52.800 punti.
Tra le azioni che si sono messe in luce a Piazza Affari troviamo Eni, nel giorno in cui la controllata Var Energy si è resa protagonista di un'importante acquisizione nel Nord Europa. Andiamo a vedere di cosa si tratta.
Eni: Var Energi acquista BluNord
Var Energi, società energetica controllata fino a prima del deal al 63% da Eni, ha raggiunto un accordo per acquisire la concorrente danese BlueNord. L'operazione il cui valore è vicino agli 1,1 miliardi di euro, darà vita al più grande produttore indipendente di petrolio e gas in Europa, con un obiettivo di produzione a lungo termine di quasi 450 mila barili giornalieri.
La fusione tra le due realtà consentirà inoltre a Var Energi, attiva in Norvegia, di integrare nel proprio portafoglio le attività di BlueNord nel settore danese del Mare del Nord, un’area altamente sinergica che accresce l’esposizione ai mercati europei del gas e amplia l’accesso a infrastrutture chiave per il gas in Europa.
L'operazione, il cui closing è atteso per la fine del 2026, sarà realizzata tramite la creazione da parte di Var Energi di una nuova società controllata che verrà fusa con BlueNord. Una volta perfezionata l’operazione, gli attuali azionisti di Var Energi deterranno circa il 90,95% delle azioni in circolazione, mentre gli azionisti di BlueNord avranno in mano il restante 9,05%. Post fusione, Eni resterà azionista di maggioranza strategico di lungo termine con una partecipazione di circa il 57,33% nel gruppo combinato.
Var Energi prevede che l’operazione avrà un impatto positivo in termini di utili per azione, sulla produzione, sulle riserve, sul flusso di cassa operativo e sul free cash flow, aumentando al contempo la capacità di distribuzione dei dividendi nel tempo. A questo riguardo la società ha annunciato che intende aumentare il dividendo per il secondo trimestre del 2026 a 350 milioni di dollari.
La società norvegese prevede inoltre sinergie cumulative, al netto delle imposte, pari a 250-300 milioni di dollari per il periodo 2027-2032, principalmente grazie alla riduzione dei costi di finanziamento, alla diminuzione dei costi generali e all’accesso al bilancio della società, che vanta un rating di investimento elevato.
Azioni Eni: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come si sono mosse le azioni Eni alla Borsa Italiana e cosa attenderci per il resto della settimana. E' stata una seduta all'insegna degli acquisti per il titolo Eni che, con un guadagno dei oltre l'1% ha chiuso le contrattazioni a 21,87euro. Nel breve periodo le attese sono per una continuazione del trend ascendente verso i massimi dell'ultimo mese posti sui 22 euro.
Oltre queste aree resistenziali si assisterebbe a ulteriori allunghi fin verso i 22,50 euro, dove transita la trendline discendente che parte dai massimi di periodo, e a seguire la soglia dei 23 euro.
Nel caso in cui questi livelli dovessero essere messi alle spalle, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico, con prossimi target i top degli ultimi 2 mesi in area 23,80-24 euro. Lasciandosi alle spalle tali aree le azioni Eni andrebbe a mettere sotto pressione i top degli ultimi 17 anni a 25 euro.
Al contrario il mancato superamento dei 22 euro potrebbe aprire le porte a nuove prese di beneficio. Il primo obiettivo ribassista sarebbe situato sui 21 euro, minimi della passata ottava, e a seguire il bottom degli ultimi 4 mesi a 19,87 euro.
La violazione di tali supporti andrebbe a indebolire la struttura grafica di medio periodo con prossimi target i 18,50 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la trendline rialzista che parte dai minimi di aprile 2025 e congiunge quelli di ottobre dello scorso anno.
La mancata tenuta di questi ultimi livelli farebbe proseguire le vendite con prossimi target i 18 euro e successivamente i 17,5 euro, che rappresentano i minimi degli ultimi 5 mesi.
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