Le rinnovate tensioni geopolitiche tra Usa e Iran, che si accusano reciprocamente di aver violato nelle scorse ore il cessate al fuoco, impattano negativamente sulle Borse europee, che aprono l'ultima seduta della settimana in territorio negativo.
In questo contesto tornano a salire i prezzi del petrolio, mentre le vendite non hanno risparmiato i listini asiatici, che hanno chiuso le contrattazioni in generale ribasso. Nel dettaglio il Nikkei ha perso lo 0,6%, mentre il Kospi coreano è indietreggiato dello 0,7%.
Con i futures statunitensi che in attesa del report occupazionale scambiano in rialzo dello 0,3%, il FTSE Mib inaugura le contrattazioni in discesa dello 0,5% avvicinandosi alla soglia dei 49 mila punti.
Dal punto di vista operativo fondamentale sarà la tenuta di queste aree, per evitare all'indice italiano una continuazione delle prese di beneficio verso i 48.700-48.600 punti, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 6 maggio e successivamente i 48.400-48.350 punti.
Tra le azioni che in queste ore a Piazza Affari potrebbero vedere una volatilità in aumento troviamo Enel, dopo i risultati trimestrali comunicati dal Gruppo nella serata di ieri. Andiamo a leggerli nel dettaglio.
Enel: ricavi trimestrali in discesa del 6,7%
E' stato un primo trimestre a doppia velocità per Enel, caratterizzato da un calo dei ricavi ma da un miglioramento della redditività. Le minori quantità di energia vendute in Italia e i minori volumi scambiati sul mercato wholesale hanno impattato negativamente sui ricavi che sono scesi del 6,7% a 20,59 miliardi di euro.
Nel dettaglio il business Generazione Termoelettrica è sceso del 29,7% a 6,24 miliardi di euro, quello Commercial del 12,1% a 9,11 miliardi di euro e il settore Holding e Servizi del 9,8% a 433 milioni di euro.
Perfomance positive sono arrivate da Enel Green Power che ha visto i ricavi salire del 10,5% a 3,29 miliardi di euro ed Enel Grids cresciuta del 9% a 6,04 miliardi di euro. La buona performance registrata sul mercato spagnolo e in America Latina hanno spinto al rialzo l'Ebtida che si è apprezzato del 3,6% a 6 miliardi di euro.
Per quanto riguarda l'utile netto ordinario è aumentato del 3,9% a 1,94 miliardi di ero, grazie sia al positivo andamento della gestione ordinaria a livello di Ebtida che al contributo delle Stewardship presenti nel settore dell'energia rinnovabile. L'utile netto si è invece attestato a 1,86 miliardi di euro e si confronta con i 2 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025.
Durante il trimestre sono aumentati del 10% gli investimenti attestatesi a 2,3 miliardi di euro. Questi hanno riguardato in particolar modo le Reti e il settore delle energie rinnovabili. Per quanto riguarda le attività operative hanno generato cassa per 3,72 miliardi di euro.
Da segnalare che nel corso dei primi 3 mesi è aumentato il debito che in scia all'andamento dei tassi di cambio è passato da 57,18 miliardi di euro a 57,83 miliardi di euro. Il rapporto debt to equity è salito dall'1,22% del 31 dicembre scorso all'attuale 1,55%
Nel corso della presentazione il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha confermato la guidance sul 2026, comunicata in occasione della presentazione del Piano strategico 2026-2028.
Alla fine dell'anno in corso l'utile per azione dovrebbe attestarsi tra gli 0,72-0,74 euro, in aumento rispetto agli 0,69 euro registrato nel 2025, l'Ebitda attestarsi nel range 23,1-23,6 miliardi di euro, mentre l'utile netto porsi nel range 7,1-7,3 miliardi di euro.
Azioni Enel: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire cosa dobbiamo attenderci sulle azioni Enel nel breve e medio periodo. E' stata una giornata all'insegna delle vendite quella di ieri per il titolo Enel che, con un calo del 2%, ha chiuso le contrattazioni a 9,65 euro.
Con un'impostazione di fondo che rimane saldamente impostata al rialzo, nel breve termine la perdita dei 9,6 euro, minimi dell'ultimo mese, dovrebbe aprire la strada a una fase correttiva.
Il primo obiettivo di questo movimento sarebbe situato sui 9,4-9,35 euro e a seguire i minimi degli ultimi due mesi situati sulla soglia dei 9 euro.
La perdita di questi livelli dovrebbe far proseguire la fase discendente con prossimi target gli 8,85-8,8 euro, dove transita non solo la media mobile di lungo periodo ma anche la trendline ascendente che parte dai minimi di marzo 2025.
Al contrario il superamento dei 9,9 euro, top delle ultime settimane e dove transita la trendline discendente che parte dai massimi toccati nello scorso mese di febbraio, andrebbe a rafforzare il quadro grafico.
In questo caso aumenterebbero le possibilità di andare a mettere sotto pressione i massimi di periodo posti sui 10,3 euro.
Il superamento di tali aree andrebbe a riattivare il trend primario rialzista, con possibili ulteriori allunghi verso i 10,5 euro e successivamente la soglia degli 11 euro.
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