Lo stallo che si registra nelle trattative tra Usa e Iran per arrivare allo stop del conflitto in Medio Oriente continua a indebolire le Borse europee, che aprono le contrattazioni in territorio negativo.
In questo clima è proseguita la fase correttiva dei listini asiatici che, in scia alle vendite sul settore tecnologico, hanno terminato la terza seduta della settimana in ribasso. Il Nikkei ha ceduto l'1,34%, mentre il Kospi coreano è arretrato dello 0,86%.
In attesa della trimestrale di Nvidia, i futures statunitensi si muovono nei pressi della parità. A Piazza Affari il FTSE Mib apre la giornata in calo dello 0,2% a 48.300 punti. Dal punto di vista operativo non cambia la view sull'indice italiano, che dovrebbe proseguire la fase correttiva di breve periodo con il mancato ritorno oltre i 48.500 punti.
In questo caso i prossimi target sarebbero posti sulla soglia dei 48 mila punti. La violazione di questi ultimi sostegni dovrebbe spingere i corsi verso i 47.750 punti e successivamente in direzione dei 47.500 punti, dove verrebbe messo sotto pressione l'indicatore daily del Supertrend.
Tra le azioni che a Piazza Affari potrebbero vedere una volatilità in aumento troviamo Diasorin, che ha ottenuto dalla FDA l'ok a un nuovo test. Andiamo a scoprire di cosa si tratta.
Diasorin: ok da FDA a test Flex
Dopo aver fatto richiesta nello scorso mese di novembre, Diasorin ha comunicato di aver ricevuto dalla FDA l'autorizzazione per il test LIAISON PLEX Gastrointestinal Flex.
Nello specifico si tratta di una piattaforma di diagnostica molecolare multiplex di nuova generazione, che consentirà ai clinici di prendere decisioni terapeutiche tempestive e mirate grazie alla rapida rilevazione dei patogeni gastrointestinali più comuni, migliorando al tempo stesso efficienza operativa e gestione dei costi sanitari.
Tra le particolarità distintivo del pannello è la sua ampia copertura di parassiti clinicamente rilevanti, tra cui Microsporidia e Strongyloides stercoralis, che lo va a differenziare dalla maggior parte delle soluzioni al momento presenti sul mercato.
Inoltre grazie al software proprietario Flex, i laboratori potranno personalizzare i pannelli di testing in base alla stagionalità, alla presentazione clinica, alle linee guida correnti, alla storia del paziente o al suo stato immunitario.
La società ha inoltre specificato che il nuovo test andrà ad ampliare il portafoglio LIAISON PLEX, che include già un test respiratorio e tre pannelli per l'emocoltura.
Questo portafoglio di pannelli risponde alle principali esigenze dei laboratori nel testing molecolare sindromico e rafforza ulteriormente il posizionamento di Diasorin in questo segmento tecnologico.
L'ok al nuovo test arriva a poche ore dal Capital Markets Day, dove il Gruppo della diagnostica alzerà il velo sulla strategia futura e, in particolare, sui target 2027-2030.
Le attese da parte degli investitori sono alte, sopratutto dopo i conti del primo trimestre risultati in chiaroscuro. Ricordiamo che Diasorin ha terminato i primi 3 mesi del 2026 con un ricavi in calo del 3% a 287 milioni di euro e un utile in contrazione del 28% a 38 milioni di euro.
Azioni Diasorin: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo a scoprire quali sono le attese nel breve e medio periodo sulle azioni Diasorin. E' stata una seduta all'insegna della debolezza quella di ieri per il titolo Diasorin che, con un calo dell'1,11%, ha chiuso a 69,70 euro.
Con un'impostazione di breve e medio periodo che rimane confermato al rialzo, il superamento dei 71,5 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, andrebbe a rafforzare il quadro grafico. In questo caso i prossimi obiettivi sarebbero situati sui 74,5-75 euro e a seguire i top del 2026 posti sui 77 euro.
Nel caso in cui anche queste ultime aree dovessero essere lasciate alle spalle, le azioni dovrebbero proseguire il loro recupero fin verso i top degli ultimi 8 mesi situati nei pressi degli 80 euro.
In questo contesto eventuali prese di beneficio fin verso i 65 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto. Al contrario la discesa dei corsi sotto i livelli sopra menzionati, dovrebbe aprire la strada a una nuova fase correttiva. Il primo obiettivo ribassista sarebbe situato sui 62 euro, dove troviamo la media mobile a 50 giorni, e a seguire i 60 euro.
La perdita di questi supporti dovrebbe far proseguire la discesa verso i 56,5 euro e a seguire i minimi degli ultimi 9 anni a 52,34 euro. Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione di questi livelli si avrebbe un ulteriore indebolimento della struttura grafica, con prossimi target situati sulla soglia dei 50 euro.
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