Micron Technology sta vivendo un momento di grazia a Wall Street. Il titolo del leader statunitense dei chip di memoria quest'anno ha registrato un guadagno del 225%, risultando il terzo miglior performer dell'indice S&P 500. Solo questo mese è salito di circa l'80%, segnando il miglior mese dal novembre del 1985. Inoltre, dalla fine del 2024, le azioni Micron hanno aumentato di circa dieci volte il loro valore, mentre la capitalizzazione della società ha superato i 1.000 miliardi di dollari.
Il rally sontuoso è spiegato dal boom della memoria, alimentato da una domanda famelica. Questo ha fatto impennare i ricavi delle aziende del settore. Nell'ultimo trimestre, quelli di Micron sono quasi triplicati su base annua, registrando il ritmo di crescita più rapido dal 1990.
Di fronte a questi numeri scintillanti, ci si aspetterebbero normalmente multipli molto elevati. Invece, il prezzo delle azioni Micron equivale ad appena 10 volte gli utili previsti. Si tratta di gran lunga del multiplo più basso del Philadelphia Stock Exchange Semiconductor Index e di uno dei 50 più convenienti dell'S&P 500.
Micron Technology: le azioni sono davvero convenienti?
Davanti a questo apparente paradosso, verrebbe da pensare che, considerato il momentum, quella che si presenta agli investitori possa essere un'occasione più unica che rara. Ma è davvero così?
Bisogna partire dal presupposto che la domanda di chip per l'intelligenza artificiale, inclusi quelli di memoria, sia attualmente inarrestabile. Se ne deduce che i ricavi di aziende come Micron siano destinati a crescere in maniera sostenuta ancora per un po' di tempo. Tuttavia, i titoli legati alle memorie storicamente tendono a sembrare più economici quando il ciclo degli utili è vicino al picco e la domanda sta per rallentare, mentre appaiono più costosi quando i profitti toccano il minimo. Questo suggerisce che gli utili di Micron potrebbero presto peggiorare.
"È controintuitivo, ma preferirei quasi vedere un multiplo elevato", ha dichiarato John Porter, Chief investment officer di AGF Investments, che detiene azioni Micron. "La bassa valutazione è quasi un segnale contrario, qualcosa di cui preoccuparsi, perché suggerisce che il prossimo capitolo della storia degli utili potrebbe essere un peggioramento. Certamente sembra difficile che le cose possano migliorare ulteriormente rispetto a quanto abbiamo visto".
E se ci fosse un cambio di paradigma?
La comunità finanziaria sta comunque discutendo se la natura ciclica dei chip di memoria continuerà a prevalere su tutto il resto. Alcuni sostengono che le centinaia di miliardi di dollari investiti dalle Big Tech nell'intelligenza artificiale possano aver trasformato strutturalmente il settore dei semiconduttori. In sostanza, questi esperti si chiedono se, rispetto ai cicli passati, gli investimenti più grandi e duraturi di società come Alphabet, Microsoft, Amazon e Meta Platforms non possano allungare anche i cicli stessi. Questo cambio di paradigma trasformerebbe il multiplo basso in un'occasione d'acquisto per le azioni Micron, scongiurando un crollo imminente.
"Non vediamo alcun motivo per cui Micron Technology dovrebbe essere valutata in modo molto diverso da Nvidia in termini di rapporto prezzo/utili", ha scritto l’analista di UBS Timothy Arcuri in una nota ai clienti all’inizio della settimana. Nvidia, il più grande progettista al mondo di chip per l’intelligenza artificiale, è scambiata a Wall Street a circa 21 volte gli utili futuri.
Arcuri ha il target price sulle azioni Micron più alto di Wall Street per i prossimi 12 mesi, pari a 1.625 dollari, un valore che implica un potenziale rialzo del 75% rispetto ai prezzi attuali. Il suo obiettivo di prezzo si basa su una valutazione di circa 15 volte gli utili futuri, tre volte superiore al multiplo utilizzato in precedenza. A suo avviso, l’intelligenza artificiale rappresenta "quel tipo di cambiamento strutturale e duraturo che dovrebbe supportare un’espansione dei multipli dell’intero settore dei semiconduttori".